Integratori di Ferro

Integratori di Ferro: Quando Possono Uccidere


Gli integratori di ferro, così come quelli di vitamine, sono spesso presi a cuor leggero, senza tenere conto delle gravissime conseguenze che può avere un dosaggio eccessivo o comunque non adatto all’organismo di chi li assume.
Sul Medical News Today la dottoressa Marissa Puleo ha avvertito:

Prendere troppe vitamine e integratori ha conseguenze negative. Queste vitamine possono raggiungere livelli tossici e causare effetti collaterali pericolosi.

Gli integratori di ferro, ad esempio, sono spesso assunti da persone che si auto-diagnosticano l’anemia: essa è una condizione in cui non si hanno abbastanza globuli rossi per portare sufficiente ossigeno ai tessuti. È molto comune tra le donne e può causare sintomi quali l’affaticamento e una permanente debolezza, oltre a un vago pallore. Autodiagnosticarsela, però, non è intelligente, soprattutto se poi si “rimedia da soli”, autoprescrivendosi integratori di ferro.

Questi integratori sono assunti anche dalle donne in gravidanza, che spesso e volentieri li prendono senza prima consultare il loro medico ginecologo. Un recente studio condotto da una equipe di medici, in India, ha scoperto che un dosaggio di ferro eccessivo tra le donne non anemiche potrebbe portare a problemi non solo alla gestante ma anche al bambino: basso peso alla nascita, parto prematuro, scarsa crescita.

Lisha Shastri, un ricercatore indiano dell’equipe dello studio prima citato, ha avvertito:

Il ferro, assunto in alte dosi giornaliere, potrebbe essere responsabile di danni cellulari attraverso lo stress ossidativo. Questo deve essere bilanciato con antiossidanti sufficienti, che possono essere ottenuti da frutti ricchi di vitamina C. Il dosaggio di ferro varia da un individuo all’altro, ed è per questo non ci può essere un dosaggio standard che può andare bene per tutti.

Un dosaggio eccessivo di integratori di ferro può arrivare, in casi estremi di “overdose” anche ad uccidere: il limite per l’assunzione di ferro è di circa 20 mg per chilogrammo di peso corporeo. Una dose che supera quella consigliata può portare a dolori addominali, vomito persistente, coma, morte.

Fonte: medicaldaily.com
Foto tratta dalla rete

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