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Corsa Troppo Veloce Mette a Rischio di Morte Prematura


La corsa veloce può essere molto pericolosa per la salute, almeno (se non di più) quanto l’inattività.

La scoperta, senz’altro sorprendente, è stata fatta da Peter Schnohr e da un team di ricercatori del Copenhagen City Heart Study, Frederiksberg Hospital di Copenhagen, situato in Danimarca.

Quello che si è messo in evidenza, attraverso questo studio, è che un esercizio troppo intenso, in questo caso una corsa eccessivamente veloce, può portare a una morte prematura. In particolare, se vogliamo parlare con dei numeri, coloro che corrono a una velocità di circa 11 km orari hanno un rischio maggiore di morire prematuramente rispetto alle persone che corrono con una velocità che si attesta intorno agli 8 km all’ora.

Come ha dichiarato il ricercatore Peter Schnohr in un articolo apparso sull’Huffington Post:

Ci deve essere un limite massimo per l’esercizio affinché produca benefici per la salute. È importante sottolineare che l’andatura del jogging corrisponde a un esercizio molto vigoroso. Se eseguito per decenni, questo livello di attività potrebbe comportare rischi per la salute, in particolare per il sistema cardiovascolare.

Svolgere attività fisica, come la corsa due o tre volte alla settimana, è importante per mantenersi in salute, ma – come per tutte le cose – va rispettata la misura, la moderazione:

Se il vostro obiettivo è quello di diminuire il rischio di morte e di migliorare l’aspettativa di vita, fare jogging un paio di volte alla settimana ad un ritmo moderato è una buona strategia. Oltre questo limite, gli effetti non solo possono esser inutili, ma addirittura dannosi.

Stando allo studio, pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, avevano un’aspettativa di vita più lunga le persone che correvano regolarmente, però sempre mantenendo durante la corsa un ritmo moderato, massimo entro gli 8 km all’ora.

Corsa sì, quindi: ma senza esagerare in velocità. Jogging: Fa Bene, Ma Se Praticato in Eccesso è Rischioso.

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Foto tratta dalla rete
Fonte: huffingtonpost.it

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